Il ritorno

Elisabetta la plurilaureata e il caso del manichino

Sei anni dopo, il marito virtuale torna a galla tra una figlia fan di Bertra, un manichino e i pareri legali di Elisabetta.

24 ottobre 2026 18:07
Elisabetta la plurilaureata e il caso del manichino -
Condividi

Naturalmente, appena nei commenti qualcuno ha pronunciato il nome di Elisabetta, sapevamo tutti che sarebbe arrivato un parere capace di far girare nella tomba Freud.

Partiamo dal manichino.

Secondo Elisabetta, starebbero tutti esagerando, perché in psicologia esistono gli “oggetti transizionali” e forme di rappresentazione affettiva attraverso le quali si può dare consistenza concreta a un legame o a una fantasia. Fin qui sembra quasi di essere entrati accidentalmente in un manuale universitario.

Poi arrivano le mamme reborn.

Secondo lei una donna che tratta una bambola iperrealistica come un bambino e una quindicenne che tiene in camera un manichino rappresentante uno YouTuber potrebbero essere manifestazioni più o meno analoghe dello stesso bisogno affettivo. Nasce così una nuova categoria psicologica che personalmente non avevo ancora incontrato in letteratura: il “reborn sentimentale”.

Un concetto talmente innovativo che immagino verrà discusso al prossimo congresso internazionale di psicologia insieme alla sindrome del fidanzato in polistirolo.

Ma Elisabetta non si ferma qui, perché spiega che parlare con il manichino potrebbe persino essere positivo: la ragazza, rivolgendosi a lui, in realtà parlerebbe con se stessa e potrebbe elaborare emozioni che ancora non riesce a gestire nelle relazioni reali.

Il manichino, quindi, da elemento leggermente inquietante della cameretta diventa praticamente uno psicoterapeuta verticale senza laurea e con i capelli lunghi.

E siccome mancava ancora un argomento, Elisabetta riesce anche a introdurre ChatGPT, sostenendo che sia comunque preferibile parlare con il manichino piuttosto che trascorrere ore a conversare con un’intelligenza artificiale “come se fosse una persona reale”, perché questi sistemi darebbero risposte influenzate dal politicamente corretto, materia sulla quale lei ci informa di essersi già scontrata più volte. Me la sto immaginando quando riesce a farsi dare torto pure dall'IA che notoriamente ti dà sempre ragione.

Poi, improvvisamente, si ricorda della laurea in giurisprudenza e propone alla signora di scriverle privatamente per capire come procedere con una denuncia contro SD per aver ripreso e “distorto” la sua storia sei anni fa.

Ed è proprio qui che il castello multidisciplinare comincia a scricchiolare.

Se stiamo parlando del fatto originario avvenuto sei anni fa, il termine ordinario per proporre querela è di tre mesi dalla conoscenza del fatto, sei anni sono quindi leggermente oltre la finestra temporale.

Sul versante civile, il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito si prescrive in cinque anni, salvo eventuali circostanze particolari o atti che abbiano interrotto la prescrizione.

Quindi, se Elisabetta intende davvero suggerire oggi un’azione basata esclusivamente sulla pubblicazione del 2020, temo che il principale ostacolo non sia il manichino, ChatGPT o il politicamente corretto.

È il calendario.

Una cosa che, dopo tre lauree dichiarate e una carriera parallela da psicologa, medico e consulente legale del gruppo, dovrebbe sapere perfino un finto avvocato.

Segui Blog - Il Signor Distruggere