Noi orfani di Ally McBeal
Voglio camminare per strada con la mia canzone a tema, che ovviamente è Tell Him; voglio dividere con Renée il fidanzato pupazzo...
Voglio camminare per strada con la mia canzone a tema, che ovviamente è Tell Him; voglio dividere con Renée il fidanzato pupazzo; voglio andare al bar dopo il lavoro per raccontare una barzelletta sporca, quella della pulce; voglio avere un bagno unisex dove incrociare colleghi imbarazzati; voglio vedere il baby dancer apparire all’improvviso durante le mie crisi esistenziali; voglio litigare con Ling e poi chiedere a John di farmi ridere con il suo ranocchio da competizione o con uno dei suoi baci aspirapolvere; voglio ascoltare Vonda Shepard al pianoforte come se fosse la colonna sonora della mia vita; voglio guardare Ally discutere con se stessa allo specchio e sentirmi meno solo; voglio che Elaine mi venda il suo reggiviso; voglio ricevere un consiglio da Georgia, anche se so già che non lo seguirò; voglio che ogni caso legale finisca con una canzone, un sogno o una danza assurda.
Noi orfani di Ally McBeal vogliamo tutto questo. E chi potrebbe biasimarci?
Ci sono serie televisive che finiscono perché la storia è arrivata al punto in cui doveva arrivare, serie che vengono cancellate perché non le guarda più nessuno e poi ci sono serie come Ally McBeal, che sembrano essersi lentamente smontate mentre erano ancora in onda. Un personaggio alla volta, un attore alla volta, un equilibrio alla volta, fino a quando sullo schermo rimaneva formalmente Ally McBeal, con Calista Flockhart, il bagno unisex e la Cage & Fish, ma una parte consistente di ciò che aveva fatto innamorare il pubblico nei primi anni non esisteva più.
Per chi l’ha vista all’epoca, soprattutto nelle prime tre stagioni, la serie non era infatti semplicemente “quella dell’avvocatessa un po’ nevrotica che vedeva il bambino che ballava”. Era un meccanismo corale sorprendentemente preciso. C’erano Ally e Billy, il grande amore mai davvero superato; Georgia, moglie di Billy e quindi ostacolo sentimentale che avrebbe potuto essere insopportabile e invece spesso risultava più equilibrata della protagonista; Richard Fish con i suoi “Fishismi”; John Cage con le sue campanelle, le narici e Barry White; Elaine che invadeva qualsiasi spazio personale disponibile; Renée che riportava Ally sulla Terra quando partiva per uno dei suoi universi paralleli mentali.
E naturalmente c’era il tribunale, anche se in Ally McBeal il tribunale serviva spesso più a discutere della natura umana che del diritto.
Il successo fu enorme. La prima stagione negli Stati Uniti viaggiò intorno agli 11 milioni di spettatori medi e la seconda salì a circa 13,8 milioni, entrando tra i venti programmi più seguiti della televisione americana. La terza cominciò invece a mostrare i primi segni di cedimento, pur mantenendo ascolti ancora molto importanti.
Il problema è che proprio in quel periodo iniziò a rompersi qualcosa anche dentro la serie.
La morte di Billy Thomas alla fine della terza stagione rimane probabilmente uno dei momenti più traumatici dell’intera serie, soprattutto perché arrivò in una fase in cui il personaggio era diventato completamente fuori di testa.
Capelli ossigenati, atteggiamenti misogini, comportamenti sempre più bizzarri: per qualche episodio sembrò che Billy fosse stato posseduto dallo spirito di un dirigente commerciale del 1957. Alla fine si scoprì che quella trasformazione era legata a un tumore cerebrale. Billy moriva in tribunale dopo aver pronunciato un’arringa, per poi apparire ad Ally sotto forma di allucinazione e salutarla definitivamente.
Ma dietro quella morte c’era un problema molto concreto: Gil Bellows voleva lasciare la serie.
Anni dopo l’attore avrebbe raccontato che già durante la terza stagione sentiva che qualcosa nel meccanismo creativo non funzionava più. Secondo Bellows, il personaggio di Billy stava diventando troppo strano e alcune sceneggiature avevano cominciato a perdere quella coerenza emotiva che aveva caratterizzato le origini dello show. Lui e la produzione concordarono quindi un’uscita che fosse almeno coerente con lo spirito iniziale del personaggio.
Ed era una perdita gigantesca, perché Billy non era soltanto uno dei tanti uomini di Ally.
Billy era l’origine di Ally.
Tutta la premessa della serie parte dal fatto che lei arriva alla Cage & Fish e scopre che il suo grande amore dell’infanzia lavora lì ed è sposato con Georgia. Togliere Billy significava eliminare una tensione narrativa presente fin dal primo episodio.
E, come spesso succede quando togli una metà di una coppia televisiva, improvvisamente scopri che anche l’altra metà non sai più bene dove metterla.