Clara la sensitiva - 5 "La fata della casa"

La fata della casa: quando il paranormale incontra l'impianto elettrico

10 ottobre 2026 13:31
Clara la sensitiva - 5 "La fata della casa" -
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Prima di affrontare il nuovo caso sottoposto alla nostra Clara, sensitiva ufficiale delle mamme pancine e operatrice del centralino dell'aldilà, dobbiamo necessariamente approfondire una questione che, a quanto pare, sta dividendo l'umanità da secoli: l'esistenza della fata della casa.

Perché mentre noi comuni mortali ci preoccupiamo di bollette, mutui e dichiarazioni dei redditi, esiste un'intera categoria di persone convinte che nelle nostre abitazioni possano risiedere entità soprannaturali che, senza contribuire alle spese condominiali (e io a Milano pago 350 euro al mese), si divertono a spostare oggetti, accendere elettrodomestici e manifestare la propria presenza nei momenti meno opportuni.

La figura della fata della casa appartiene a un vasto universo di credenze popolari che attraversa culture ed epoche differenti. Non esiste un'unica fata domestica universalmente riconosciuta, ma una moltitudine di spiriti, folletti e creature soprannaturali ai quali il folklore attribuisce il compito di proteggere le abitazioni, sorvegliare le famiglie oppure tormentarne gli occupanti con piccoli dispetti.

Queste credenze nascevano in società nelle quali moltissimi fenomeni quotidiani non avevano ancora una spiegazione scientifica accessibile. Uno scricchiolio notturno poteva diventare la manifestazione di uno spirito, un oggetto scomparso l'intervento di un folletto e una corrente d'aria improvvisa il passaggio di una presenza invisibile. Oggi sappiamo che i materiali si dilatano e si contraggono con le variazioni di temperatura, che le tubature possono produrre rumori, che le differenze di pressione possono muovere porte e finestre e che numerosi dispositivi elettronici possono accendersi o spegnersi per ragioni tecniche perfettamente verificabili.Non esiste alcuna evidenza scientifica attendibile dell'esistenza di fate domestiche, fantasmi o altre entità soprannaturali responsabili di questi fenomeni. Le tradizioni che le riguardano hanno un indubbio interesse storico, antropologico e culturale, ma questo non le trasforma in spiegazioni scientifiche della realtà.Eppure, provate a dirlo nel gruppo delle pancine.

Come potete vedere, già in passato la questione aveva provocato una piccola insurrezione contro le scettiche, accusate di credere che discendiamo dalle scimmie e, contemporaneamente, di non credere alle fate.

Una contraddizione evidentemente imperdonabile.

Tra le argomentazioni a sostegno dell'esistenza di queste creature troviamo il freddo improvviso in salotto, i gatti che scappano e persino le interruzioni della corrente elettrica. Quest'ultima è particolarmente interessante perché, seguendo il ragionamento, dovremmo concludere che una buona parte dei blackout nazionali sia imputabile a un'attività coordinata del mondo fatato, piuttosto che a guasti, sovraccarichi o problemi della rete.

Qualcuna sostiene addirittura che esistano testi scientifici dedicati alla fata della casa, senza però indicare quali sarebbero questi studi, chi li avrebbe condotti e soprattutto in quale rivista scientifica sarebbero stati pubblicati.

Un'altra partecipante tira in ballo gli atomi e le radiazioni, sostenendo che anche quelli non si vedono. Peccato che atomi e radiazioni siano fenomeni misurabili, osservabili attraverso strumenti e verificabili sperimentalmente, mentre nessuno ha mai presentato una misurazione riproducibile della fata che abita dietro il frigorifero.

Ma lasciamo momentaneamente da parte il metodo scientifico.

Perché questa mattina una pancina ha deciso di sottoporre a Clara un caso che potrebbe rivoluzionare contemporaneamente la fisica, la parapsicologia e la conservazione degli alimenti.

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