Nuovo corso di Petalogia - La Petalogia e il bucato

Petalogia: dalle giacche schermate contro le negatività al bucato energeticamente protetto

13 ottobre 2026 18:27
Nuovo corso di Petalogia - La Petalogia e il bucato -
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La nuova lezione nasce da questa necessità, ma prima di arrivare alla scoperta Annarita racconta un episodio che dimostra quanto sia difficile vivere serenamente quando si possiedono conoscenze petalogiche avanzate. Durante una festa di compleanno, infatti, ha individuato una donna che profumava di mughetto e ha immediatamente ipotizzato che quello fosse il suo Fiore di Riferimento, chiedendole se indossasse quella fragranza per proteggersi dalle energie negative. La poveretta, che probabilmente era andata alla festa convinta di dover soltanto mangiare una fetta di torta e accompagnare sua figlia a giocare con gli altri bambini, si è ritrovata sottoposta a un'indagine botanica. Ha spiegato che si trattava semplicemente di un profumo Dior preso in prestito dalla sorella, ma Annarita ha giudicato la circostanza estremamente preoccupante, perché due sorelle non possiedono necessariamente lo stesso Fiore di Riferimento.

Ma veniamo alla scoperta che dà il titolo alla lezione. Annarita ci spiega che, quando laviamo gli indumenti di tutta la famiglia, non possiamo utilizzare il nostro Fiore di Riferimento personale, perché nella lavatrice potrebbero esserci anche gli abiti del marito e dei figli. Bisogna quindi ricorrere a una protezione floreale generica, che si ottiene utilizzando un profumatore per il bucato alla margherita o alla lavanda.

Avete capito bene. Dopo nove anni di studi, meditazioni e approfondimenti, la Petalogia è arrivata alla conclusione che per proteggere energeticamente il bucato basta acquistare un profumatore alla lavanda. Milioni di persone lo utilizzano da decenni, senza sapere di aver inconsapevolmente praticato una disciplina tanto sofisticata. Mia nonna, che metteva i sacchetti di lavanda nei cassetti della biancheria, a questo punto potrebbe essere considerata una pioniera della Petalogia applicata.

Resta naturalmente da capire se la protezione funzioni anche con i detersivi alla lavanda, se sia necessario aggiungere un ammorbidente compatibile e soprattutto cosa accada utilizzando un prodotto al muschio bianco. Quest'ultimo, non essendo un fiore, potrebbe addirittura aprire un varco energetico tra il cestello e lo scarico della lavatrice. Sono questioni sulle quali attendiamo ulteriori chiarimenti, possibilmente prima della prossima centrifuga.

Annarita risponde poi al consulto di una donna alla quale ha assegnato come Fiore di Riferimento la stella alpina. Una scelta particolarmente felice, considerando che non è esattamente il genere di fiore che si trova nel secchio davanti al fioraio sotto casa. La donna, dopo averla cercata inutilmente, ne ha trovata una su Amazon a trenta euro, cifra che non può permettersi di aggiungere alle altre spese. Chiede quindi se sia possibile cambiare Fiore di Riferimento, ma Annarita è categorica: assolutamente no. D'altronde, se il destino petalogico ha stabilito che una persona debba essere una stella alpina, non può certo diventare una margherita soltanto perché deve pagare le bollette. Annarita le concede comunque una soluzione: comprarla una volta sola ed essiccarla, così da conservarla per sempre. La donna non potrà permettersi trenta euro di fiore, ma almeno potrà consolarsi sapendo che si tratta di un investimento a lungo termine.

La parte più interessante riguarda però il marito, che, pur ignorando completamente il corso di Petalogia frequentato dalla moglie, avrebbe pronunciato più volte la parola «stella». La donna si domanda se sia una coincidenza e Annarita conferma immediatamente che si tratta di segnali inviati dall'energia attraverso il coniuge.

Non sappiamo in quale contesto il marito abbia pronunciato quella parola. Magari stava parlando di una stella del cinema, della Stella Polare o di una stella cadente. Potrebbe persino aver chiesto alla moglie lumi sulla polemica tra la D'Urso e la Lucarelli a Ballando con le stelle. Ma la spiegazione è evidentemente un'altra: l'universo, non riuscendo a convincere la donna a spendere trenta euro su Amazon, ha deciso di utilizzare il marito come centralino delle comunicazioni botaniche.

E tutto questo è soltanto il preludio della prossima lezione, dedicata al Fiore Traditore, che Annarita annuncia come qualcosa di molto peggiore del Fiore Oscuro. Dopo aver scoperto che esistono fiori capaci di rappresentare i nostri peggiori nemici, adesso dovremo preoccuparci anche di quelli che potrebbero tradirci. A questo punto non mi sentirei più tranquillo nemmeno davanti a un mazzo di fiori ricevuto per il compleanno. Ma veniamo ai commenti...

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