Noi orfani di Ally McBeal

Voglio camminare per strada con la mia canzone a tema, che ovviamente è Tell Him; voglio dividere con Renée il fidanzato pupazzo...

30 settembre 2026 15:39
Noi orfani di Ally McBeal -
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La quarta stagione di Ally McBeal merita un discorso a parte perché, a differenza di quanto spesso accade alle serie in declino, per un momento sembrò davvero aver trovato una seconda vita.

Il motivo aveva un nome e un cognome: Robert Downey Jr.

Downey interpretava Larry Paul, avvocato brillante, sarcastico, problematico e sufficientemente strano da riuscire a vivere nello stesso universo narrativo di Ally senza sembrare uscito da un’altra serie.

Soprattutto, tra lui e Calista Flockhart funzionava tutto.

Larry divenne rapidamente il nuovo grande amore della protagonista e la quarta stagione riportò al centro della serie qualcosa che, dopo la morte di Billy, era venuto meno: una relazione sentimentale nella quale lo spettatore poteva davvero investire emotivamente.

Secondo il New York Times, l’introduzione del personaggio contribuì effettivamente a rivitalizzare lo show dopo i primi segnali di stanchezza mostrati alla fine della terza stagione.

Il progetto avrebbe dovuto continuare.

Larry doveva avere un ruolo centrale anche successivamente e varie ricostruzioni dell’epoca riferirono di piani che avrebbero portato Ally e Larry verso il matrimonio.

Solo che, nel 2001, la vita personale di Robert Downey Jr. era ancora nel periodo più difficile della sua storia.

Il 24 aprile l’attore venne nuovamente arrestato a Culver City con l’accusa di essere sotto l’effetto di sostanze. Nel giro di poche ore la produzione annunciò che sarebbe stato eliminato dagli episodi ancora da girare.

Larry sparì quindi praticamente da un giorno all’altro.

E Ally McBeal dovette ricominciare un’altra volta da capo.

Poi c’era Ling Woo.

Lucy Liu era entrata nella seconda stagione e inizialmente il personaggio avrebbe dovuto avere uno spazio più limitato, ma funzionò talmente bene da diventare rapidamente una delle presenze più riconoscibili dello show. Ling era cinica, aggressiva, sessualmente disinibita e sembrava considerare il resto dell’umanità un fastidio burocratico che qualcuno avrebbe dovuto eliminare.

Nel frattempo, però, Lucy Liu stava diventando una star cinematografica.

Nel 2000 arrivò Charlie’s Angels e la sua carriera cambiò dimensione. Nella quinta stagione di Ally McBeal, Ling risultò quindi molto meno presente e gli impegni cinematografici finirono per condizionarne la disponibilità; durante quella stagione Liu aveva anche impegni legati al secondo Charlie’s Angels.

Persino John Cage cominciò a comparire in maniera discontinua. Peter MacNicol, uno dei personaggi più importanti e riconoscibili della serie, nella quinta stagione non fu più presente con la stessa regolarità e lavorò su un numero limitato di episodi, pur tornando per il finale.

E qui arriviamo al vero problema.

Cambiare un cast non è necessariamente mortale per una serie. Alcuni show sono sopravvissuti per anni sostituendo continuamente personaggi.

Ma Ally McBeal non era strutturata così.

Il suo vero patrimonio non erano i casi giudiziari, che spesso erano volutamente assurdi e servivano soprattutto come specchio delle vite dei protagonisti.

Era quel gruppo di persone.

Il New York Times raccontò nel 2002 che la cancellazione era nell’aria già da settimane e che il network riteneva che la serie avesse superato il proprio picco senza riuscire a ritrovare lo slancio precedente. Curiosamente, il creatore aveva anche dichiarato molto tempo prima di immaginare Ally McBeal come una serie destinata probabilmente a durare non più di cinque stagioni.

Alla fine ne fece esattamente cinque.

Soltanto che dubito fosse quella la quinta stagione che aveva immaginato.

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