Il bracciale dell'invidia: dove eravamo rimasti?

Il bracciale dell’invidia: la Vate Ornella torna con un ex prete, una suora, due gemelle e un braccialetto elettronico

19 ottobre 2026 11:59
Il bracciale dell'invidia: dove eravamo rimasti? -
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Nel frattempo siamo ancora al matrimonio di Giulia, dove emerge un dettaglio che merita particolare attenzione: Sara ha lasciato le sue due bambine, Debora e Sabrina, chiuse in automobile durante il ricevimento, per un periodo di tempo non meglio precisato. Non sappiamo quanto né perché, sappiamo soltanto che mentre gli invitati festeggiano e le damigelle eseguono le loro coreografie, le due gemelline rimangono in macchina. Una situazione che nel mondo reale richiederebbe un intervento immediato per verificare la sicurezza delle bambine, mentre nel mondo della Vate rappresenta un trascurabile dettaglio organizzativo.

Sara decide comunque di abbandonare il ricevimento per tornare a casa e affrontare Luigi, seguita da Patrizia, dall’ex suora e da Chanel. Quando finalmente arrivano, trovano Luigi completamente nudo, perché naturalmente Luigi è nudo. Non sappiamo perché un uomo coinvolto in un procedimento per molestie sessuali, con un braccialetto elettronico alla caviglia, debba accogliere una delegazione composta dalla moglie, dalla sua ex amante religiosa, dalla figlia illegittima e da Patrizia senza vestiti, ma ormai sarebbe quasi offensivo pretendere una spiegazione. Le donne cominciano a discutere animatamente, mentre Luigi decide di non intervenire più di tanto, probabilmente perché sta ancora cercando i pantaloni.

Nel frattempo, al matrimonio, Giulia e Sonia hanno una conversazione durante la quale scopriamo che Sara aveva chiesto alla migliore amica di testimoniare a favore di Luigi nel processo per le molestie sessuali ai danni di Amelia. Sonia le suggerisce di non farlo e di andare immediatamente a comunicarlo a Sara. Fin qui, incredibilmente, tutto abbastanza comprensibile, ma ricordiamoci che siamo in un romanzo della Vate, quindi le due gemelle decidono di scambiarsi gli abiti. Giulia, la sposa, si toglie il vestito nuziale e lo passa alla sorella Sonia, per poi dirigersi verso casa di Sara, mentre Sonia rimane al ricevimento travestita da sposa.

Il marito di Giulia sembra non accorgersi di niente, non riconosce la donna che ha appena sposato, non distingue la moglie dalla cognata e non si pone alcuna domanda. Sonia finisce così per baciare e, presumibilmente, avere un rapporto sessuale con il neomarito della sorella. Un espediente narrativo che nel primo romanzo era già stato utilizzato attraverso il celeberrimo fermaglio antico, ma che qui raggiunge livelli ancora più surreali. In pratica, in questa famiglia basta cambiarsi d’abito per assumere legalmente e sessualmente l’identità di un’altra persona. Mi domando come facciano a gestire i documenti d’identità e soprattutto se Ornella abbia mai conosciuto due gemelli nella vita reale.

Giulia arriva quindi a casa di Sara per comunicarle che non intende testimoniare il falso al processo contro Luigi e la reazione dell’amica è immediata: le tira uno schiaffo, perché evidentemente nell’universo di Ornella rifiutarsi di mentire davanti a un giudice rappresenta un tradimento imperdonabile. Giulia decide allora di tornare al proprio matrimonio, dove nel frattempo il marito ha una rivelazione da fare a Sonia: aveva capito perfettamente che non era Giulia, sapeva di avere davanti la cognata e ha deciso comunque di avere un rapporto sessuale con lei. Quindi non siamo più di fronte a un errore di persona, ma a un tradimento consapevole consumato durante il ricevimento nuziale, una circostanza che in una famiglia normale provocherebbe quantomeno una discussione.

Ma il problema più urgente è un altro, perché quando Giulia arriva all’ingresso del locale le guardie le impediscono di entrare, per ordine di Sonia, che continua a spacciarsi per la vera sposa. Immaginate la scena: una donna che ha appena celebrato il proprio matrimonio viene fermata all’ingresso del suo stesso ricevimento perché la sorella gemella, che nel frattempo ha avuto un rapporto sessuale con lo sposo, ha ordinato alla sicurezza di non farla passare. Come si risolve questo equivoco? Con i documenti? Con una telefonata ai familiari? Con l’intervento dello sposo? Assolutamente no, perché arrivano le rondini.

Delle rondini volano verso Giulia, come se fosse Biancaneve, ed è proprio grazie a questo straordinario intervento ornitologico che tutti capiscono chi sia la vera sposa. Le rondini, evidentemente, possiedono capacità di riconoscimento facciale superiori a quelle dell’intero personale di sicurezza. Sonia, ormai smascherata, fugge da una finestra, non dalla porta, e scompare dalla vita della sorella. Una conclusione che sarebbe perfetta per una fiaba dei fratelli Grimm, se i fratelli Grimm avessero scritto storie ambientate durante matrimoni con tradimenti, molestie sessuali e braccialetti elettronici.

Torniamo a casa di Sara e Luigi, dove finalmente compare un altro personaggio destinato a lasciare il segno: l’avvocata Elisabetta, un ruolo cucito su Elisabetta, la plurilaureata del gruppo delle pancine, che nell’universo di Ornella diventa il legale incaricato di difendere Luigi. E considerando il curriculum del cliente, credo che avrebbe fatto meglio a chiedere un anticipo molto consistente. Elisabetta rassicura Sara sulla situazione processuale e sulla testimonianza di Giulia, dopodiché passano due mesi durante i quali le due amiche non si parlano più. Un’amicizia distrutta perché una delle due si è rifiutata di commettere falsa testimonianza per salvare il marito dell’altra.

Nel frattempo Giulia riceve una lettera dalla sorella Sonia, contenente una serie di offese. Quindi Sonia, dopo essere fuggita da una finestra, non è completamente sparita, ha semplicemente deciso di proseguire la propria attività attraverso il servizio postale. Sara, invece, si reca a casa dell’avvocata Elisabetta perché il giorno successivo inizierà il processo. Elisabetta le spiega che la testimonianza di Giulia è fondamentale, soprattutto perché Luigi ha già Patrizia come testimone a carico, e a questo punto propone una soluzione che probabilmente farebbe venire un infarto al Consiglio Nazionale Forense: far testimoniare Sonia spacciandola per Giulia.

Sì, ancora una volta le gemelle, ancora una volta lo scambio di identità, solo che questa volta non si tratta di un ballo o di un matrimonio, ma di un procedimento penale. Nell’universo di Ornella, evidentemente, l’identificazione dei testimoni avviene controllando il fermaglio nei capelli.

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