Il corso sul Fascino di Debora - Lez 5 "Il Fascino a tavola"
Il galateo secondo Debora, tra righelli e tovaglioli
Arriviamo al capitolo dedicato al comportamento da tenere quando viene servita una pietanza che non ci piace.
Debora comincia con un principio di buona educazione assolutamente condivisibile: non bisogna criticare il cibo preparato da chi ci ospita.
Poi, naturalmente, introduce le sue esercitazioni domestiche.
COME COMPORTARSI QUANDO IL CIBO NON CI PIACE ❤️
Quando siamo ospiti a casa di qualcuno non dobbiamo fare smorfie davanti a un piatto che non ci piace oppure criticare quello che è stato preparato.
Naturalmente se abbiamo allergie o intolleranze dobbiamo comunicarle, ma se si tratta soltanto di un sapore poco gradito possiamo comportarci con discrezione.
Io per esempio non amo molto il pompelmo e il radicchio amaro.
Per questo motivo una volta alla settimana preparo dei piccoli assaggi e provo a mangiarli davanti allo specchio senza cambiare espressione.
All'inizio con il pompelmo mi veniva spontaneo stringere gli occhi ma dopo diversi esercizi sono riuscita a mantenere un'espressione serena.
Per verificare i progressi chiedo a mio marito di osservare la mia faccia e di indovinare se quello che sto mangiando mi piace oppure no.
Quando non riesce a capirlo significa che l'esercizio è riuscito.
Anche in questo caso il marito viene coinvolto in un'attività ricreativa di straordinario interesse: osservare la moglie mentre mangia del pompelmo e indovinare se le piace.
Un passatempo che immagino abbia definitivamente sostituito le serate al cinema, le passeggiate romantiche e qualsiasi altra attività di coppia.
Ma Debora ha un consiglio ancora più prezioso per tutte le donne che si trovano a cena da conoscenti poco capaci in cucina.
Vi svelo un segreto…. Siete a cena da conoscenti e quello che la padrona di casa ha cucinato proprio non vi piace, non solo perchè non è di vostro gusto la ricetta, ma anche perchè lei magari è proprio negata a cucinare,ma non potete comunque dire di non gradire e non mangiare. Dovete mettere tutti nella vostra stessa situazione. Per esempio vi accorgete che la padrona di casa sta preparando una zuppa di legumi che bolle in pentola e a voi proprio non piace e sapete anche che lei è negata, al segnale convenuto mio marito fa uscire la donna dalla cucina dicendole magari che in bagno era finita la carta igienica (che potrebbe aver buttato lui dalla finestra) e visto che in tasca porto sempre delle bustine di zucchero le apro rapidamente e le verso nella pentola. La zuppa non piacerà a nessuno e in molti non la mangeranno compresa la padrona di casa quindi voi potete essere tranquille di non mangiarla.
Qui siamo davanti a uno dei passaggi più straordinari mai comparsi in un corso di galateo.
Debora si trova a cena da conoscenti e scopre che la padrona di casa sta preparando una zuppa di legumi che non le piace.
Una persona normale potrebbe decidere di assaggiarne qualche cucchiaiata, rifiutare gentilmente o limitarsi a mangiare il resto della cena.
Debora no.
Debora decide che, se la zuppa non piace a lei, non deve piacere a nessuno.
E per raggiungere questo obiettivo organizza un'operazione clandestina con la complicità del marito, che potrebbe addirittura gettare la carta igienica dalla finestra per inventare un'emergenza e attirare la padrona di casa fuori dalla cucina.
Mentre la poveretta cerca di capire dove sia finita la carta igienica, Debora entra in azione con le bustine di zucchero che porta abitualmente in tasca.
Evidentemente, insieme al rossetto neutro destinato ai bicchieri, fanno parte del suo equipaggiamento standard per le cene fuori casa.
Mi piacerebbe conoscere il contenuto completo della sua borsetta: righello trasparente, adesivi numerati, rossetto di riserva, bustine di zucchero, forse qualche lenticchia per gli esercizi e probabilmente un piccolo manuale di comunicazioni cifrate da utilizzare con il marito.
Manca soltanto un passaporto falso.
Una forma di cortesia che renderebbe necessaria l'installazione di telecamere di sorveglianza nelle cucine.
Dopo aver illustrato questo sofisticato metodo per evitare di mangiare una zuppa, la nostra docente torna a rivolgersi alle madri del gruppo.
UN CONSIGLIO PER LE MAMME ❤️
So già che alcune di voi mi diranno che con due o tre bambini piccoli non hanno tempo per fare tutti questi esercizi.
Ragazze ma dovete imparare a sfruttare le occasioni!
Quando preparate la tavola potete esercitarvi con le posate, quando mangiate la pasta potete controllare come arrotolate gli spaghetti e quando bevete un bicchiere d'acqua potete verificare la posizione delle labbra.
Se i bambini sono abbastanza grandi potete coinvolgerli e organizzare delle piccole gare di bon ton.
Io ho già preparato degli attestati con scritto PICCOLA SIGNORA ELEGANTE e una coroncina dorata che vorrei consegnare a mia figlia quando sarà più grande.
Naturalmente soltanto quando avrà imparato correttamente tutti gli esercizi, perchè regalare un attestato senza averlo meritato secondo me non è educativo.
Debora, come sempre, non accetta la scusa dei figli piccoli.
Se avete tre bambini da accudire, un lavoro, una casa da mandare avanti e magari qualche ora di sonno da recuperare, dovete semplicemente imparare a sfruttare meglio il vostro tempo.
Mentre preparate la tavola potete misurare le posate, mentre mangiate potete contare gli spaghetti e mentre bevete potete controllare la posizione delle labbra.
Se poi avete una figlia, potete sottoporla a un percorso formativo che culminerà nel conseguimento dell'attestato di «PICCOLA SIGNORA ELEGANTE», accompagnato da una coroncina dorata.
Ma attenzione: l'attestato non sarà regalato.
La bambina dovrà dimostrare di aver acquisito tutte le competenze necessarie.
Immagino una commissione d'esame composta da Debora, dal marito e da una selezione di tovaglioli bianchi, con prove pratiche di arrotolamento degli spaghetti, misurazione delle posate e trasferimento di lenticchie.
In caso di insufficienza, niente coroncina.
Perché nella famiglia di Debora i titoli si conquistano sul campo.
E arriviamo finalmente alla conclusione.
Come vedete ragazze non c'è niente di particolarmente difficile, io dedico circa mezz'ora al giorno a questi esercizi L'importante è non diventare ossessionate dalla perfezione, perchè il vero fascino deve essere naturale e spontaneo ❤️
Nella prossima lezione parleremo di un altro argomento fondamentale: COME SORRIDERE CON FASCINO!
Vi insegnerò come sorridere nelle fotografie, come ridere senza spalancare troppo la bocca e i tre tipi di sorriso che utilizzo personalmente nelle diverse occasioni.
Vi anticipo soltanto che per uno di questi sorrisi mi esercito ogni mattina davanti allo specchio con un piccolo oggetto tra i denti, ma vi spiegherò tutto nella prossima lezione!
Un bacio a tutte ❤️
Debora 💋
Mezz'ora al giorno.
Debora sostiene di dedicare appena mezz'ora quotidiana a tutte queste attività.
Una donna che apparecchia per sei persone tre volte alla settimana, misura le posate, analizza le impronte di rossetto, sposta lenticchie, registra filmati rallentati degli spaghetti, prova conversazioni davanti allo specchio e organizza simulazioni di degustazione del pompelmo riesce evidentemente a comprimere tutto in trenta minuti.
Forse il segreto è che vive in una dimensione temporale diversa dalla nostra.
Ma la frase più bella rimane quella conclusiva: «L'importante è non diventare ossessionate dalla perfezione, perchè il vero fascino deve essere naturale e spontaneo».
Lo dice una donna che ha stabilito mediante una tabella che il numero ideale di spaghetti da introdurre in bocca è quattro e che porta un rossetto neutro in tasca per sporcare clandestinamente i bicchieri delle altre invitate.
La prossima lezione sarà dedicata al sorriso.
Debora promette di insegnarci tre diverse tipologie di sorriso e anticipa di esercitarsi ogni mattina davanti allo specchio con un oggetto tra i denti.
Considerando ciò che abbiamo scoperto oggi, non oso immaginare cosa possa contenere la sesta lezione.
Spero soltanto che il marito, almeno questa volta, non debba gettare qualcosa dalla finestra.