La Vate ritorna

L'Erede del Destino - Capitolo 1 di 30

La Vate Ornella torna con una suora morta, una figlia indesiderata e le rondini dei sogni

02 novembre 2026 12:11
L'Erede del Destino - Capitolo 1 di 30 -
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Dopo anni di attesa, la letteratura italiana torna finalmente a respirare. La Vate Ornella, la nostra amatissima romanziera del gruppo delle pancine della signora Sabrina, ha pubblicato il primo capitolo della sua quarta opera, L'Erede del Destino, inaugurando una nuova stagione narrativa che promette trenta capitoli di emozioni, rivelazioni, segreti familiari e, soprattutto, frasi che richiederebbero l'intervento congiunto dell'Accademia della Crusca e di un interprete simultaneo.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordiamo che Ornella è la pancina che nel novembre del 2017 partecipò al celeberrimo Racconto Hot del gruppo, descrivendo una notte di passione con il marito attraverso un repertorio di metafore botaniche che culminava nell'indimenticabile «umidiccio dell'uomo» che sgorgava dalla sua «dalia». Da quella prima esperienza nacque una vocazione letteraria che avrebbe regalato all'umanità la trilogia de L'orologio e la rosa, un universo narrativo nel quale la verosimiglianza è considerata un ostacolo alla creatività.

Nel primo romanzo, Timidamente Amore, abbiamo conosciuto Sara, una giovane fioraia che durante un temporale notturno si innamora di uno sconosciuto che la invita a salire in automobile, si presenta come Destino e le sfiora il seno. Nel secondo, Il segreto di Patrizia, abbiamo scoperto che quel misterioso seduttore era in realtà Don Luca, un sacerdote che aveva abbandonato la tonaca dopo aver sorpreso due persone a fare sesso nel bagno di un ristorante. Infine, nel terzo, Il bracciale dell'invidia, l'ex sacerdote diventava marito, padre e imputato per molestie sessuali, con un braccialetto elettronico alla caviglia e un processo la cui sentenza veniva lasciata in bianco affinché fossero le lettrici a pronunciarsi nei commenti. Tutte, naturalmente, lo assolsero.

Pensavamo che la saga fosse conclusa, ma Ornella ha deciso di riprendere in mano il proprio patrimonio letterario con un quarto romanzo, presentato alle lettrici come una storia vera, seppur parzialmente romanzata. Un'affermazione che, conoscendo i precedenti, ci porta a domandarci se le rondini che identificavano la vera sposa durante un matrimonio fossero realmente presenti oppure costituissero la parte inventata.

Ecco dunque lo screenshot del primo capitolo, seguito dalla trascrizione integrale per chi avesse difficoltà a visualizzare le immagini.

Grazie per avermi attesa 🌹🌹 spero che il primo capitolo vi piace ,è vietata la riproduzione!

L’Erede del Destino

Capitolo 1 di 30

Era una giornata come tane.

Una donna apre le tende della sua camera del riposo e la luce entra senza permesso.Quella donna è proprio lei…

Intanto la bella Sara rinfresca la sua vita pulendo la sua cucina quando una telefonata la sorprende

“pronto”

“è morta” dice una voce di un uomo che attacca.

Sara quindi comunica al marito Luigi che… la donna cui lui l’uomo aveva avuto una figlia illegittima è morta. Luigi non riesce a credere alla verità,lui infatti aveva riconosciuto Chanel la bambina e senza la sua mamma ora il genitore doveva essere lui.

"non voglio" dice lui

"devi" risponde la bella fioraia.

Chanel ormai ha 10 anni e non ha mai conosciuto suo padre e sua madre la ex suora morta per non turbarla gli aveva detto che non sapeva chi era il suo papà.

Intanto la donna alla finestra saluta le rondini che volano verso i sogni e si gira verso di noi ed è Giulia, la migliore amica di Sara.

Fine capitolo

Prima ancora di cominciare, Ornella ringrazia le lettrici per l'attesa e precisa che «è vietata la riproduzione!», un avvertimento che immagino abbia gettato nel panico le principali case editrici internazionali, già pronte a contendersi i diritti di traduzione. La Vate, del resto, era stata recentemente paragonata a Jane Austen da una diciassettenne, secondo quanto riferito dalla madre che ammetteva candidamente di non sapere chi fosse. È quindi comprensibile che voglia proteggere il proprio patrimonio intellettuale.

Il romanzo si apre con una frase destinata a entrare nella storia della letteratura: «Era una giornata come tane.» Come tane cosa? Come tante? Come le tane dei conigli? Come quelle degli orsi prima del letargo? Non lo sappiamo, ma ricordiamo che nell'annuncio del romanzo Ornella aveva già parlato delle misteriose «giornate fuenti», quindi è possibile che stia sviluppando un proprio sistema meteorologico e grammaticale.

Subito dopo una donna apre le tende della sua «camera del riposo», permettendo alla luce di entrare «senza permesso». Evidentemente, nell'universo della Vate, anche i raggi solari dovrebbero suonare il campanello prima di accedere a una proprietà privata. La donna viene presentata con un enigmatico «quella donna è proprio lei», nonostante nessuno sappia ancora chi sia, creando una suspense paragonabile a quella di un giallo che comincia annunciando l'identità dell'assassino senza aver introdotto i sospettati.

Nel frattempo ritroviamo la bella Sara, che «rinfresca la sua vita pulendo la sua cucina». Un'immagine filosofica di rara profondità, nella quale l'igiene domestica diventa metafora della rigenerazione esistenziale. Mentre altri personaggi letterari affrontano crisi interiori attraverso lunghi percorsi di introspezione, Sara risolve tutto con una passata di sgrassatore.

Ma proprio durante questa rinascita domestica squilla il telefono. Sara risponde e una voce maschile pronuncia soltanto «è morta», prima di riattaccare. Nessuna presentazione, nessuna spiegazione, nessuna indicazione sull'identità della defunta. Un servizio di comunicazione dei decessi talmente efficiente da far sembrare prolissi persino i telegrammi.

Sara, però, capisce immediatamente che è morta la donna con cui Luigi aveva avuto una figlia illegittima, una rivelazione comunicata attraverso la frase «la donna cui lui l'uomo aveva avuto una figlia illegittima», nella quale Ornella riesce a inserire due soggetti maschili alternativi senza sceglierne uno. Una costruzione sintattica che sembra il risultato di una frase corretta a metà e poi abbandonata per un'emergenza.

La defunta è l'ex suora con cui Luigi, quando era ancora sacerdote, aveva avuto Chanel, una bambina che adesso ha dieci anni. Luigi, che nel romanzo precedente aveva accettato di riconoscerla soltanto per evitare una testimonianza sfavorevole al processo, scopre quindi di dover assumere concretamente le proprie responsabilità paterne.

La sua reazione è commovente: «Non voglio».

Sara replica: «Devi».

Fine del confronto.

Non una parola di cordoglio per la defunta, non una riflessione sul dolore della bambina, non un momento di commozione. Luigi affronta la notizia della morte della madre di sua figlia con lo stesso entusiasmo di un uomo al quale è stato chiesto di accompagnare la moglie all'IKEA di domenica.

Eppure dobbiamo riconoscere a Ornella una straordinaria coerenza nella costruzione del personaggio: Luigi era un irresponsabile nel terzo romanzo e continua a esserlo nel quarto. Finalmente un elemento della saga che non cambia identità a ogni capitolo.

Scopriamo inoltre che Chanel non ha mai conosciuto il padre e che la madre, per non turbarla, le aveva raccontato di non sapere chi fosse. Una circostanza che solleva alcune domande: se Luigi aveva già riconosciuto legalmente la bambina, perché non l'aveva mai incontrata? Quanto tempo è trascorso dal processo? E soprattutto, chi ha telefonato a Sara per annunciare il decesso? Ma sono interrogativi che Ornella considera evidentemente superflui, perché nel frattempo dobbiamo tornare alla misteriosa donna della finestra.

La donna saluta le rondini che «volano verso i sogni», una destinazione che non compare su nessuna carta geografica, e improvvisamente «si gira verso di noi». Verso di noi chi? I lettori? Una telecamera? Una delegazione di pancine appostate dietro la finestra? Ornella ha trasformato la narrazione in una ripresa cinematografica, con il personaggio che rompe la quarta parete per rivelare la propria identità.

È Giulia, la migliore amica di Sara, quella che nel romanzo precedente era stata tradita dal marito con la propria sorella gemella durante il ricevimento nuziale, prima di essere riconosciuta come vera sposa grazie all'intervento delle rondini. Le stesse rondini che ora, dopo essere tornate dal loro presunto letargo, volano verso i sogni.

E così si conclude il primo capitolo. Una donna apre le tende, Sara pulisce la cucina, una suora muore, Luigi rifiuta la figlia e Giulia saluta gli uccelli. Il tutto in poche righe, senza che nessuno abbia avuto il tempo di chiedere almeno il nome dell'uomo al telefono.

Capita spesso che alcuni miei commentatori esprimano disappunto, non riuscendo a decifrare l'estro di Ornella. Per questo, oltre a presentarvi i commenti delle pancine su questo primo capitolo, ho deciso di riscriverlo.

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