Ginevra l'esperta di IA - Puntata 5
Il tradimento, la nonna e il cane condannato agli arresti domiciliari
Pensavo che le nostre pancine avessero ormai esaurito tutte le possibili applicazioni dell'intelligenza artificiale alla distruzione dei rapporti familiari, ma evidentemente avevo sottovalutato le potenzialità di Ginevra, la ventiduenne esperta di IA che, dietro compenso, sembra ormai pronta a intervenire su qualsiasi disgrazia domestica. Questa volta, però, dobbiamo partire da una vicenda matrimoniale che avrebbe meritato una sceneggiatura tutta sua, possibilmente con un cast composto da un marito fedifrago, una badante polacca, una nonna allettata e un armadio sufficientemente spazioso.
La protagonista si presenta come una donna distrutta dalla fine del matrimonio, una condizione che naturalmente susciterebbe tutta la nostra comprensione, se non fosse che il suo racconto prende progressivamente una direzione talmente surreale da trasformare una tragedia sentimentale in una commedia degli equivoci, prima di precipitare in qualcosa di decisamente meno divertente.
Vi lascio leggere il post originale, accompagnato dalla fotografia del cane, che in questa storia ha avuto la sfortuna di appartenere a due esseri umani incapaci di gestire civilmente una separazione.
Per chi non riuscisse a visualizzare correttamente le immagini, riporto il racconto integrale.
Ciao Ginevra questa è la storia di un divorzio e di una donna distrutta mio marito dopo 3 anni di matrimonio e 2 di relazione e 1 bambino di 3 anni vuole il divorzio perchè ha perso la testa per una polacca di 23 anni che fa la badante alla nonna di lui li ho scoperti senza preavviso andando a casa della nonna e quando sono entrata prima mi ha detto che stavano solo lui e la nonna sono andata a salutare la nonna che è allettata e dormiva allora ho chiesto che fine aveva fatto la badante e lui mi dice che era uscita per fare la spesa e che lui faceva compagnia alla nonna. Allora gli dico che l’aspetto ancheio e lui allora si impanica. Vado in bagno e nel cestino trovo un preservativo pieno un’ora di discussione dove mi voleva convincere che la nonna aveva un amante e che lui non dice niente per non rovinare la reputazione del nonno morto….. dopo un’ora questa badante dalla spesa ancora non era rientrata e lui mi diceva che dovevamo andare via e io E PERCHE? NON DOBBIAMO FARE COMPAGNIA A TUA NONNA CHE STA SOLA?? A quel punto si apre l’armadio ed esce la badante che mi dice da cafona che si era rotta di questa sceneggiata e che non erano affari suoi ed è uscita…. decido di perdonarlo anche se lui a quel punto non voleva pentirsi. Dopo un mese mi fa scrivere dall’avvocato per il divorzio e vuole indietro oltre a varie cose il cane. Questo cane era suo prima che ci conoscevamo ma io non voglio dargliela vinta. Gli voglio dire che lo hanno messo sotto con la macchina e che è morto e che se lo sono portato via quelli dei rifiuti animali,Tu Ginevra PER FAVORE mi puoi fare una foto del cane morto in strada,il cane è quello della foto che ti mando. Fammi sapere quanto ti devo. Invece alle altre voglio chiedere consigli ovviamente non posso poi più uscire con il cane, mi consigliate come abituarlo a farla sulle traversine anche se adulto?Grazie
Cominciamo dal marito, un uomo dotato di una capacità di improvvisazione che avrebbe fatto impallidire i più grandi attori della commedia italiana. Trovandosi nella necessità di giustificare un preservativo usato, decide di attribuirlo alla vita sentimentale della propria nonna allettata, sostenendo di averne custodito il segreto per non compromettere la reputazione del nonno defunto. Una difesa straordinaria, nella quale l'onore di un morto viene tutelato inventando una relazione extraconiugale a una donna che, nel frattempo, sta tranquillamente dormendo.
Ma il vero colpo di teatro arriva dall'armadio, dal quale emerge una badante esasperata, presumibilmente dopo aver trascorso un'ora ad ascoltare una discussione sulla presunta attività sessuale dell'anziana assistita. Mi chiedo soprattutto come sia stato possibile continuare a sostenere che la ragazza fosse uscita per la spesa mentre lei si trovava a pochi metri di distanza, chiusa tra i cappotti e le scatole delle scarpe.
Fin qui potremmo persino solidarizzare con la protagonista. Il problema è che, una volta terminata la ricostruzione del tradimento, scopriamo che la sua idea di vendetta consiste nel trattenere un cane che apparteneva al marito già prima del loro incontro, inscenarne la morte e condannarlo a non uscire più di casa per evitare che qualcuno possa riconoscerlo.
Ed è proprio questo il dettaglio che trasforma la vicenda. Il cane non ha tradito nessuno, non ha nascosto badanti negli armadi e non ha inventato amanti per nonne allettate. Eppure è l'unico al quale la protagonista intende togliere la libertà, trasformando le traversine in una soluzione permanente a un problema che esiste esclusivamente nella sua testa.
Mi colpisce soprattutto la naturalezza con cui passa dalla richiesta di fabbricare la fotografia di un animale morto alla domanda su come impedirgli di fare le passeggiate. Non un dubbio, non una riflessione sulle necessità del cane, soltanto una questione organizzativa. Come se stesse chiedendo quale detersivo utilizzare per il pavimento.
E mentre il marito ha dimostrato di non conoscere i principi fondamentali della fedeltà coniugale, la moglie sembra intenzionata a dimostrare di non conoscere quelli della responsabilità verso gli animali.
Cosa avranno commentato le pancine del gruppo?