Il corso sul Fascino di Debora - Lez 5 "Il Fascino a tavola"
Il galateo secondo Debora, tra righelli e tovaglioli
La nostra docente passa quindi all'utilizzo delle posate, introducendo una serie di esercizi che trasformano un normale pasto in un'attività di riabilitazione neuromotoria.
COME UTILIZZARE LE POSATE ❤️
Quando utilizziamo coltello e forchetta insieme, normalmente la forchetta si tiene nella mano sinistra e il coltello nella destra.
Bisogna tagliare un boccone alla volta senza fare rumore sul piatto e soprattutto non bisogna mai portare il coltello alla bocca.
Quando abbiamo finito di mangiare le posate vanno lasciate insieme sul piatto, non sparse sulla tovaglia.
Io personalmente mi esercito anche con dei ceci secchi che sposto da un piatto all'altro utilizzando soltanto la forchetta.
Quando sono diventata abbastanza brava sono passata alle lenticchie perchè sono molto più piccole e richiedono una maggiore precisione.
Per rendere l'esercizio più realistico qualche volta chiedo a mio marito di farmi delle domande mentre sposto le lenticchie, così imparo a mantenere una conversazione senza perdere la concentrazione.
Una sera gli ho chiesto di farmi almeno dieci domande ma dopo la quarta si è alzato per andare a guardare la televisione.
Gli ho spiegato che se avrebbe collaborato avremmo finito molto prima, ma non ha voluto sentire ragioni.
Debora ha cominciato con i ceci secchi, per poi passare alle lenticchie quando ha raggiunto un livello di preparazione soddisfacente.
Una progressione didattica rigorosa. Mi domando se il livello successivo preveda il trasferimento di granelli di riso o se la docente abbia intenzione di cimentarsi direttamente con i semi di papavero.
Il marito, nel frattempo, viene convocato per sostenere una conversazione mentre lei sposta lenticchie da un piatto all'altro. Alla quarta domanda si arrende e va a guardare la televisione.
Non sappiamo cosa trasmettessero, ma sospetto che persino una televendita di materassi usati potesse risultare più interessante.
Debora lo rimprovera perché «se avrebbe collaborato» avrebbero finito prima. Ecco, magari tra una lenticchia e l'altra sarebbe opportuno dedicare qualche minuto anche ai congiuntivi.
GLI SPAGHETTI E LA FEMMINILITÀ 🍝❤️
Questo è forse l'argomento più importante della lezione!
Ragazze gli spaghetti vanno arrotolati con la forchetta prendendone pochi alla volta, senza risucchiarli facendo rumore e senza lasciare fili di pasta che penzolano dalla bocca.
Nelle occasioni formali è preferibile utilizzare soltanto la forchetta senza aiutarsi con il cucchiaio.
Io personalmente mi esercito due volte alla settimana con un piatto di spaghetti senza condimento.
Ne prendo quattro alla volta perchè dopo diverse prove ho scoperto che è il numero ideale per la mia bocca.
Ho fatto anche una tabella dove ho segnato i risultati con tre, quattro, cinque e sei spaghetti e quattro è risultato il numero migliore.
Per controllare il movimento mi registro con il telefono e poi riguardo il video rallentandolo, soprattutto nel momento in cui porto la forchetta alla bocca.
Una volta ho scoperto che un piccolo filo di spaghetto mi era rimasto vicino al mento per quasi due secondi e da allora faccio molta più attenzione.
Per gli esercizi avanzati utilizzo un pochino di passata di pomodoro e metto un tovagliolo bianco sotto il piatto per controllare eventuali schizzi.
Quando riuscirete a mangiare un intero piatto senza sporcarlo potrete passare agli spaghetti al ragù, ma non prima perchè secondo me bisogna procedere per gradi.
Quattro spaghetti.
Dopo una serie di prove comparative, Debora ha stabilito scientificamente che quattro spaghetti rappresentano il quantitativo ideale per la propria bocca.
Tre sono evidentemente insufficienti, cinque costituiscono un azzardo, sei potrebbero compromettere l'intera reputazione familiare.
E non si limita a contarli: si registra con il telefono e analizza i filmati al rallentatore, come un arbitro che deve verificare un fuorigioco.
Durante una di queste analisi ha individuato uno spaghetto rimasto vicino al mento per quasi due secondi. Un episodio gravissimo, che avrebbe potuto provocare la sospensione immediata della sua licenza di donna affascinante.
Ma soprattutto esiste una progressione di difficoltà: spaghetti in bianco, spaghetti al pomodoro e, soltanto per le allieve più preparate, spaghetti al ragù.
Immagino che per affrontare una carbonara sia necessario presentare un certificato di idoneità, mentre gli spaghetti allo scoglio potrebbero richiedere una prova pratica davanti a una commissione.
COME BERE CON ELEGANZA ❤️
Anche bere richiede una certa attenzione.
I calici da vino si tengono generalmente dallo stelo, per evitare di scaldare il contenuto con le mani, e bisogna bere a piccoli sorsi senza sollevare troppo la testa.
Una donna elegante deve anche cercare di non lasciare impronte di rossetto lungo tutto il bordo del bicchiere.
Io personalmente cerco di appoggiare le labbra sempre nello stesso punto, così l'eventuale impronta rimane una sola.
Per esercitarmi ho comprato sei bicchieri trasparenti identici e provo a bere un piccolo sorso da ciascuno mantenendo la stessa posizione.
Poi li metto in fila e fotografo le impronte per confrontarle.
Una volta ho provato a bere con un'enciclopedia sulla testa per unire questo esercizio a quelli della lezione 3 sul portamento, ma mi è caduta sul tavolo e ho rotto un bicchiere.
Da allora utilizzo un libro più leggero perchè la sicurezza viene sempre prima del fascino ❤️
Sei bicchieri identici acquistati per fotografare le impronte di rossetto. Un'enciclopedia sulla testa. Un bicchiere distrutto.
La soluzione individuata da Debora, dopo l'incidente, è utilizzare un libro più leggero.
Non smettere di bere con un libro sulla testa. Semplicemente sceglierne uno che provochi meno danni in caso di caduta.
La sicurezza viene prima del fascino, ma soltanto entro certi limiti.
Fin qui potremmo pensare di trovarci davanti a una donna ossessionata dal galateo, che ha sviluppato un rapporto problematico con la disposizione delle posate e con la propria immagine.
Ma è proprio adesso che scopriamo un aspetto completamente nuovo della personalità di Debora.