Ginevra l'esperta di IA - Puntata 1
Nel meraviglioso ecosistema delle pancine, dove per anni abbiamo incontrato petalologhe, consulenti sentimentali autoproclamate, plurilau...
Nel meraviglioso ecosistema delle pancine, dove per anni abbiamo incontrato petalologhe, consulenti sentimentali autoproclamate, plurilaureate e donne capaci di diagnosticare una gravidanza in base alla pipì che frizza nel wc, da circa sei mesi è comparsa una nuova figura professionale: Ginevra, l’esperta di IA.
Ginevra ha 22 anni ed è una neo mamma di quattro figli (mettete via la calcolatrice, non è questa l’indagine di oggi) che da circa sei mesi è approdata nel meraviglioso gruppo delle signore Sabrina e Debora (che è sempre bellissima), dove ha deciso di mettere le proprie competenze tecnologiche al servizio della comunità.
Dietro compenso, naturalmente: 5 euro, generalmente tramite Postepay o altre ricariche.
Per questa modica cifra realizza «fotomontaggi» e creazioni grafiche su richiesta. Il termine “fotomontaggio” va però interpretato con una certa elasticità, perché Ginevra utilizza ChatGPT per produrre le sue opere. Dettaglio del quale, curiosamente, si guarda bene dall’informare le clienti, lasciando così alegggiare l’idea che dietro quelle immagini ci siano ore di Photoshop, tavoletta grafica, livelli, maschere e vent’anni trascorsi a studiare fotoritocco.
Noi, per comodità, continueremo quindi a definirla esperta di IA. Dove IA, a seconda dei casi, può significare Intelligenza Artificiale oppure Incredibile Audacia nel chiedere cinque euro per scrivere a ChatGPT quello che poteva scrivergli direttamente la cliente.
Ma il problema non è neppure questo.
Il problema è cosa le chiedono di creare.
Decifriamo la richiesta prima di arrivare ai commenti e all'elaborato di Ginevra.
Una componente del gruppo pubblica infatti un accorato appello indirizzato proprio a Ginevra.
La vicenda parte già con solide fondamenta investigative: dopo cinque anni di matrimonio e una figlia, il marito le racconta di avere un vecchio profilo Facebook, inutilizzato dal 2018, del quale avrebbe dimenticato la password. Password ed e-mail, a quanto pare, erano controllate dalla sua ex fidanzata. La moglie cerca quindi il vecchio profilo. Poi cerca la ex. Poi scopre che la ex oggi sta con un altro uomo. A questo punto una persona comune avrebbe probabilmente pensato: «Ah.» Fine.
La nostra protagonista, invece, evidentemente diplomata presso la sezione RIS di Pancine, cuori e bimbi, comprende immediatamente che siamo davanti a una situazione che richiede un’operazione sotto copertura. Perché lei non può accedere al vecchio Facebook del marito. La ex, forse, potrebbe ancora farlo. E la ex oggi è fidanzata con un altro. Questi tre elementi, che apparentemente non hanno alcun collegamento tra loro, nella sua testa si uniscono come i puntini della Settimana Enigmistica e restituiscono una sola immagine: bisogna fabbricare le prove di un tradimento mai avvenuto.
Ed è qui che entra in scena Ginevra.